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La conservazione e la trasmissione della memoria di Villa Emma

Il recupero della memoria di Villa Emma iniziato negli anni ‘90

Nel dicembre del 1995 il Sindaco di Nonantola, Stefano Vaccari, è stato invitato al Museo Yad Vashem di Gerusalemme, per la cerimonia di commemorazione del 50° anniversario di Villa Emma. È stata un'occasione unica per incontrare nuovamente quasi tutti i "ragazzi", non più ragazzi, e per porre le basi di un nuovo rapporto duraturo e continuativo. Fino ad allora, infatti, molti non avevano mai fatto ritorno a Nonantola.
Nel 1996, invece, su invito ufficiale del Comune un gruppo è tornato a Nonantola, ad abbracciare i suoi salvatori e i nonantolani e a porre la prima pietra ideale di un Centro per la pace e l’intercultura intitolato a Villa Emma.
Nel 1997 il Comune di Nonantola, al fine di dare avvio alla costruzione del Centro per la pace e l’intercultura "Villa Emma", ha privilegiato due aree di intervento da affrontare contemporaneamente:
   - l’ambito della conservazione della memoria attraverso la ricerca storica e l’attività didattica rivolta alle scuole;
   - l’ambito legato alla creazione di una Sede per il Centro.

La ricerca storica

Nel 1997, dunque, è stato affidato al prof. Klaus Voigt di Berlino, su indicazione del Centro di Documentazione Ebraica di Milano, l’incarico di condurre una approfondita ricerca storica sull’episodio poiché esso  era conosciuto quasi esclusivamente a livello locale.
Da questo lavoro, svolto presso gli archivi di vari paesi europei ed in Israele, è scaturito un saggio edito in Germania dall’Istituto per la Ricerca sull’Antisemitismo  e nella primavera del 2002 in Italia dalla  casa editrice La Nuova Italia dal titolo Villa Emma. Ragazzi ebrei in fuga. 1940-1945.
Grazie a questa ricerca l’episodio di Villa Emma ha potuto essere inserito nel più ampio contesto dell’esilio ebraico in Europa e in Italia.
Va ricordato comunque che nel 1960 Ilva Vaccari, per prima,  ha scritto un volume, oggi esaurito, dedicato a questi fatti Villa Emma. Un episodio agli albori della resistenza modenese nel quadro delle persecuzioni razziali.
Nel 1989 Giuseppe Pederiali ha presentato il romanzo I ragazzi di Villa Emma presso le edizioni scolastiche Bruno Mondadori dedicato appunto al mondo scolastico.

L’attività didattica

Dalla ricerca  è emersa una ricchissima documentazione  fotografica che ha permesso la realizzazione della mostra di carattere didattico I ragazzi di Villa Emma a Nonantola-1942-1943 curata anch’essa da Klaus Voigt e del relativo catalogo.
La mostra, itinerante, fin dalla sua inaugurazione a Nonantola il 21 ottobre 2001, ha  riscosso notevoli apprezzamenti. Ha già fatto tappa a Roma a Montecitorio,  in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2002, e contemporaneamente a Bergamo presso la Biblioteca Civica “Angelo Mai”.
Sono previste visite guidate alla mostra e ai luoghi in cui si sono svolti i fatti e brevi itinerari nell’archivio storico comunale.
È stato realizzato, in collaborazione con l’Istituto Storico di Modena, un quaderno didattico rivolto agli insegnanti, scritto da Monica Debbia e Marzia Luppi, che si intitola: Tutti salvi. La vicenda dei ragazzi ebrei di Villa Emma. Nonantola 1942-1943 e propone una ricca serie di possibili percorsi di storia contemporanea da realizzare con i ragazzi delle scuole.
Va ricordato che negli anni scorsi il Comune di Nonantola ha edito alcune pubblicazioni legate alla storia locale del novecento: Nonantola, un paese in guerra. 1940-1945 di Federica Nannetti, La vita libera - Biografia di Don Arrigo Beccari 1933-1970 di Enrico Ferri. 

La sede del Centro

La collocazione definitiva della Sede del Centro è prevista all’interno di una casa colonica sviluppata su due piani per 640 mq e dell’annesso  deposito per le macchine agricole che si sviluppa invece su di un piano per un totale di circa 90 mq. Gli immobili dovranno essere ristrutturati: la casa si trova esattamente a 300 metri da Villa Emma, non lontano dal centro storico. Nel 1996 il Comune ha promosso un bando riservato a giovani progettisti laureati in ingegneria o architettura per la progettazione preliminare del recupero degli edifici e dell’area verde adiacente. L’idea vincente è stata quella presentata dagli architetti Zoboli Claudia e Michele Zini.
In questa sede dovrebbe trovare la sua collocazione anche Il Centro di Accoglienza per stranieri del Comune

Le attività culturali

È opportuno ricordare che dal 1995 sono state organizzate in diverse occasioni numerose iniziative culturali al fine di valorizzare e di far conoscere il progetto del futuro Centro.

- Concerti dedicati a Villa Emma
- Convegni
- Seminari (I sentieri di Abramo - viaggio nel pluralismo delle fedi in collaborazione con la rivista Confronti)
- Seminari Itineranti (Il Viaggio della memoria dei Confronti)
- Corsi di aggiornamento per insegnanti
- Mostre ("Tornerà la tua infanzia e giocheremo" di Sebastiana Papa)

Si è anche dato vita, insieme ai Comuni di Carpi e Montefiorino alla Provincia di Modena e all’Istituto Storico di Modena, al Progetto Il sentiero della memoria, con l’intento di collegare e far dialogare i tre principali luoghi della memoria della nostra Provincia: Il Museo della Resistenza di Montefiorino, Il Museo Monumento al Deportato e il Campo di Fossoli di Carpi e il Centro per la Pace e l’Intercultura Villa Emma di Nonantola.
Si è chiamato Sentiero della memoria anche il progetto pilota di servizio civile costruito nel 1998 insieme alla Regione Emilia Romagna che ha visti impegnati su Villa Emma a Nonantola 15 obiettori, 1 a Montefiorino e altri 15 a Carpi. È stato grazie al loro impegno che ha preso vita il Torneo di calcetto Villa Emma, appuntamento annuale rivolto alle generazioni più giovani.
L’episodio dei ragazzi di Villa Emma rappresenta un episodio di resistenza civile posto, dal punto cronologico, agli albori della resistenza che si sviluppò tra il 1943 e il 1945 nelle nostre zone e per questo è stato inserito anche nel quadro complessivo delle attività sulla memoria in cui l’Amministrazione è impegnata, tra cui quelle del 27 gennaio e del 25 aprile.

In questi anni di lavoro l’interesse intorno al Progetto è progressivamente aumentato, suscitando in più occasioni l’attenzione dei mezzi di comunicazione.

Si sono poi sviluppate numerose relazioni, oltre che con i "Ragazzi di Villa Emma", anche con Istituti Culturali in Italia e all’estero, Dipartimenti Accademici, Luoghi e Musei  della memoria.

Progressivamente si è arricchito l’Archivio storico di Villa Emma ( in particolare di oltre 300 fotografie d’epoca ), per il Centro sono state donate al Comune due sculture.
La prima, una riproduzione in bronzo della Torre dei Modenesi, è stata realizzata da Tilla Offenberger, una dei ragazzi di Villa Emma, scultrice.
La seconda, in terracotta, dal titolo “La Melodia Perduta” è opera di Hingeborg Hunzinger, scultrice berlinese.
Infine la nota fotografa Sebastiana Papa ha lasciato alla sua morte, in favore del Centro, tutta la sua biblioteca cui vanno aggiunti i volumi che via via sono stati acquisiti in questi anni grazie a scambi e contatti vari.

 



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Nonantola, 41015 MO, Italy
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Fax: +39 059 896590
E-mail: info@comune.nonantola.mo.it

Posta certificata: comune.nonantola@cert.comune.nonantola.mo.it


07 - Set - 2010

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